'Cyber-Dictatorshit: When surveillance and pressure rule the web with the fear
January 13, 2026 by s1m0n3
[ENG]
Over the past fifteen years, social networks like Facebook and X (formerly Twitter) have radically transformed the way we communicate, share opinions, and access information. However, what initially appeared as an unprecedented opportunity to connect and engage now reveals a troubling reality that goes far beyond mere exposure of our personal data.
Privacy Violated: More Than a Digital Risk
It is no secret that social networks collect user information. What often goes unnoticed is how this data can be exploited, not just for targeted advertising, but for full-scale political profiling, social persuasion, and information control. Platforms like Canary Mission (canarymission.org) in the United States, for example, collect and publish dossiers on students, activists, medical professionals, and citizens based on their political opinions. Those who criticize Israel or express solidarity with Palestine may be documented, with consequences ranging from university pressure to limited career opportunities, and even serious damage to professional and personal life.
This is not just a privacy issue; it is a powerful tool of political and social control, a form of doxxing disguised as data collection, undermining the fundamental principles of freedom of expression, democracy, and civil rights.
The Toxic Climate of Social Media: From Light Debate to Hatred
Beyond concrete privacy risks, Facebook and X have become arenas of hostile and polarized discourse, where even trivial opinions can spark conflict. The very structure of these platforms – algorithms that reward anger and sensationalism – turns every debate into a battle, regardless of the topic, whether local news, sports, or geopolitical crises.
This fosters a culture of tension and division, with real societal effects: psychological stress, opinion radicalization, and an increasingly compartmentalized worldview where dialogue seems impossible.
Digital Dystopia: A Real Cyberpunk World
Just when we thought targeted advertising was the worst, an even more alarming reality emerges: social media being used as instruments of political and social dossier creation. The consequences are tangible: pressure on U.S. universities, digital blacklists, targeted surveillance, influence from geopolitical lobby groups like AIPAC, and even effects on immigration, employment, and careers.
This transforms the modern world into a real-life interpretation of Hollywood’s worst cyberpunk dystopias: societies where every opinion can be monitored, archived, and used against individuals, where free speech exists only on paper, and daily life becomes a navigation through surveillance, social pressure, and indirect censorship.
Looking Ahead: A Global Threat
What we know today as tools of political profiling and social surveillance, like Canary Mission, may not be the only cases. It is realistic to imagine that other nations, now or in the future, could adopt similar strategies, using online data to influence careers, life opportunities, and individual freedom.
The reality is that technology, if left unchecked, can become a weapon capable of crossing borders, bypassing laws, and creating new forms of societal control. The true challenge of the 21st century will not only be protecting individual privacy, but defending freedom and civil rights in an increasingly intrusive and pervasive digital world.
[ITA]
Negli ultimi quindici anni, i social network come
Facebook e
X (ex Twitter) hanno trasformato radicalmente il modo in cui comunichiamo, condividiamo opinioni e accediamo alle informazioni. Tuttavia, ciò che inizialmente appariva come un’opportunità senza precedenti per connettersi e dialogare oggi mostra una
realtà inquietante che va ben oltre la semplice esposizione dei nostri dati personali.
Privacy Violata: molto più di un rischio digitale
Non è una novità che i social network raccolgano informazioni sugli utenti. Ciò che spesso sfugge all’attenzione è
quanto questi dati possano essere sfruttati, non solo per pubblicità mirata, ma anche per vere e proprie campagne di profilazione politica, persuasione sociale e controllo dell’informazione. Piattaforme come
Canary Mission (canarymission.org) negli Stati Uniti, ad esempio, raccolgono e pubblicano dossier su studenti, attivisti, medici e cittadini in base alle loro opinioni politiche. Chi critica Israele o manifesta solidarietà per la Palestina può essere schedato, con conseguenze che spaziano dalla
pressione universitaria alla
limitazione di opportunità lavorative, fino a veri e propri
danni alla carriera e alla vita personale.
Questo non è solo un problema di privacy: è un
potente strumento di controllo politico e sociale, una forma di
doxxing mascherata da raccolta dati che mina i principi fondamentali di libertà di espressione, democrazia e diritti civili.
Il clima tossico dei social: dalla leggerezza all’odio
Oltre ai concreti rischi per la privacy, Facebook e X sono diventati
arenas di confronto ostile e polarizzato, dove anche opinioni banali possono scatenare conflitti. La struttura stessa di queste piattaforme –
algoritmi che premiano rabbia e sensazionalismo – trasforma ogni dibattito in una
battaglia, indipendentemente dal tema, sia che si parli di cronaca locale, sport o crisi geopolitiche.
Questo genera una
cultura della tensione e della divisione, con effetti concreti sulla società:
stress psicologico,
radicalizzazione delle opinioni e una visione del mondo sempre più
compartimentata dove il dialogo sembra impossibile.
Distopia digitale: un mondo cyberpunk reale
Quando si pensava che il tracciamento pubblicitario fosse il problema più grave, emerge una realtà ancora più allarmante: i social utilizzati come strumenti di
dossieraggio politico e sociale. Le conseguenze sono tangibili:
pressione sulle università americane,
blacklist digitali,
sorveglianza mirata, influenza di lobby geopolitiche come
AIPAC, e persino effetti su
immigrazione, opportunità lavorative e carriera.
Questo trasforma il mondo contemporaneo in una
interpretazione reale delle peggiori distopie cyberpunk hollywoodiane: società dove ogni opinione può essere monitorata, archiviata e usata contro gli individui, dove la
libertà di parola esiste solo sulla carta, e la vita quotidiana diventa una navigazione tra
sorveglianza, pressione sociale e censura indiretta.
Uno sguardo al futuro: la minaccia globale
Quello che oggi conosciamo come strumenti di
profilazione politica e sorveglianza sociale, come Canary Mission,
potrebbe non essere l’unico caso esistente. È realistico immaginare che
altre nazioni, ora o in futuro, possano adottare strategie simili, utilizzando dati online per influenzare carriere, opportunità di vita e libertà individuale.
La realtà è che la tecnologia, se lasciata incontrollata, può trasformarsi in un
arma capace di superare confini, aggirare leggi e creare nuove forme di controllo sociale. La vera sfida del XXI secolo sarà non solo proteggere la
privacy dei singoli, ma anche
difendere la libertà e i diritti civili in un mondo digitale sempre più intrusivo e pervasivo.
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